14 Giu

Sguardo sul cinema indipendente americano (Introduzione)

Oggi, il termine “indipendente” appare di difficile collocazione, ma inizialmente, tra la fine dell’ Ottocento ed i prime del Novecento, veniva usato per indicare esclusivamente l’operare di quei produttori che agivano all’ombra delle tre majors dell’epoca: la Edison, la Biograph e la Vitagraph.

Il cinema indipendente americano nacque, quindi, come proposta alternativa alle leggi di mercato imposte dal sistema hollywoodiano. L’anticonvenzionalismo, l’antinarrazione, l’impiego di una strumentazione molto povera, l’esplorazione di nuovi sensi e significati e _non per ultima_ la provocazione, sono le caratteristiche principali delle prime produzioni indipendenti.

Attualmente l’area indipendente delle produzioni cinematografiche americane comprende una vasta varietà di film, da quelli a bassissimo costo fino ad i più audaci esempi di sperimentazione stilistica. La loro caratteristica comune è quella di presentarsi ancora come forme alternative alle grandi produzioni di Hollywood.

Negli ultimi vent’anni i film indipendenti americani sono riusciti a ritagliarsi uno spazio considerevole nel mainstream commerciale.

Alcuni dei maggiori produttori con un passato di indipendenza (es. Miramax e New Line), hanno creato fusioni con case di produzione hollywoodiane (rispettivamente la Disney e Time-Warner), mentre noti registi indipendenti si sono messi al servizio dell’industria cinematografica.1

Per questo il termine “indipendente”, o più precisamente il tipo di produzione che qualifica questa definizione, è costante oggetto di discussione. Intanto, il settore continua a svilupparsi mantenendo una propria identità, sebbene non interamente separabile da quella hollywoodiana.

sex lies videotapes

Con il trionfo dell’opera prima di Steven Soderbergh, Sex, Lies and Videotapes (1992), l’industria cinematografica fiutò il successo di pubblico e critica per questo tipo di produzioni e di conseguenza iniziò a potenziare infrastrutture per finanziare e distribuire prodotti indipendenti. Un esempio è dato dalla nascita delle “indie-major” (come New Line e Miramax). Ci fu così, una rapida e sostanziosa crescita dei budget destinati ai film indipendenti.

Partendo da questa considerazione capiamo come, nell’ampio e variegato mondo del cinema indipendente, le opere veramente indipendenti sono quelle degli anni ’80 e inizi ’90, quando l'”indipendenza” nasceva da una scelta precisa piuttosto che da un’idea di moda come sembra essere oggi.

sognando beckam  se mi lasci ti cancello

Il film Sognando Beckam (G. Chadha, 2002), definito indipendente perché prodotto dalla Fox Searchlight (casa di produzione sussidiaria della 20th Century Fox) fa riflettere su come produrre film definiti indipendenti anche quando non lo sono, oggi sia diventata una moda. Così, anche Sunshine of the Spotless Mind (noto in Italia come Se mi lasci ti cancello) del 2004, è considerato un film indipendente ma vanta: un cast famoso (Jim Carrey e Kate Winslet si sono autoridotti la paga pur di prendere parte al progetto), una sceneggiatura di un autore pluripremiato ed un budget iniziale di decine di milioni di dollari. Forse solo il regista, l’allora sconosciuto Micheal Gondry, rientra proprio per la sua non notorietà nell’ambito di un’ottica indipendente.

Gli esempi appena citati non escludono comunque l’esistenza di realtà davvero indipendenti. E’ vero che molti di questi film si sono rivelati un fallimento in seguito alla proiezione in poche sale, ma è anche vero che, in alcuni casi, sono diventati dei cult grazie alla distribuzione in DVD. E’ il caso di Donnie Darko (R. Kelly, 2001) prodotto dalla

1 G. KING, Il cinema indipendente americano, Piccola Biblioteca Einaudi, Torino, 2006.